Un gesto concreto per restituire futuro, dignità e movimento al piccolo Mrawan
Se Edmondo De Amicis fosse vissuto ai nostri giorni, forse avrebbe raccontato una storia vera, fatta di dolore e speranza, capace di attraversare i confini e parlare direttamente al cuore.
Una storia semplice e profonda, come quella del piccolo Mrawan.
L’ho incontrato in un freddo mese di gennaio, durante un viaggio di lavoro in Egitto, insieme a mia moglie Maria. In quel contesto, dove svolgo anche il ruolo di Vicepresidente dell’Associazione Comunità Italiana in Egitto APS – ETS, mi sono trovato davanti a una realtà che non poteva lasciare indifferenti.
Mrawan ha dodici anni e vive a Zagazig, nei pressi del Cairo, con la nonna materna e i suoi quattro fratelli. Tre anni fa la sua mamma è venuta a mancare improvvisamente, lasciando una famiglia fragile e segnata da profonde difficoltà economiche. Il padre, con dignità e sacrificio, lavora ogni giorno per garantire ai figli ciò che può, in un Paese dove spesso il lavoro non basta nemmeno per sopravvivere.
Fin dalla nascita la vita di Mrawan è stata una salita. Venuto al mondo insieme ai fratelli gemelli, ha subito una grave privazione di ossigeno che ha inciso sul suo sviluppo neurologico. A questo si sono aggiunti seri problemi agli arti inferiori che gli hanno impedito di camminare, di correre, di vivere pienamente la sua infanzia. Eppure, nei suoi occhi, c’era ancora spazio per la speranza.
Di fronte a quella storia non ho potuto voltarmi dall’altra parte. Ho contattato subito l’amico Pasquale Sciancalepore, Presidente dell’Associazione Comunità Italiana in Egitto, e insieme abbiamo deciso di attivarci. Il primo passo è stato rivolgerci a Suor Pina De Angelis, punto di riferimento per gli italiani presso l’Ospedale Italiano Umberto I del Cairo.
Da lì è iniziato un percorso fatto di incontri, esami, consulti medici e, soprattutto, di fiducia. Grazie al Prof. Ahmed Sallam e alla sua équipe, è stato possibile programmare l’intervento chirurgico, fissato per il 23 marzo.
In quei mesi ho percorso più volte la tratta Cairo – Roma – Barletta – Cairo, con un unico obiettivo: raccogliere i fondi necessari per dare a Mrawan una possibilità concreta. La Sezione Provinciale BAT dell’UNIMRI ha risposto con grande sensibilità, così come il Presidente Nazionale Cav. Gianni Porcaro e le altre Sezioni, che si sono unite in una straordinaria catena di solidarietà.
È stata la dimostrazione più bella di cosa significhi dare senza chiedere nulla in cambio.
L’8 maggio, a Mrawan è stato finalmente rimosso il gesso dagli arti inferiori. Con l’aiuto di un tutore e un percorso di riabilitazione, potrà presto tornare a camminare. Ogni passo sarà una conquista, un segno tangibile di speranza e rinascita.
Quella di Mrawan non è solo una storia di aiuto, ma una testimonianza di come la solidarietà autentica possa superare confini, culture e distanze. È la prova che, quando si sceglie di esserci davvero, anche un piccolo gesto può cambiare il destino di una vita.
Questa storia appartiene a tutti coloro che hanno creduto che fosse possibile.
Io ho semplicemente fatto la mia parte.


